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Italian Sounding: cosa significa e qual è il suo impatto sull’ecosistema del made in Italy

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Martedì, 22 Febbraio, 2022

Italian sounding significa usare loghi, nomi e confezioni che emulano i prodotti del Made in Italy ma di italiano non hanno nulla. Questo fenomeno, noto anche come contraffazione imitativa, è diffuso maggiormente negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in America latina nei Paesi dell’Est ma anche in alcune nazioni della UE. Il fenomeno vessa molti settori: dal fashion al design, dal farmaceutico a tutto il mercato agroalimentare.  

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Fake food: la crescita delle agromafie

Su quest’ultimo fronte, lo sviluppo incrementale dell’e-commerce associato all’evoluzione della pandemia è stato il volano dell’italian sounding. L’impossibilità di mangiare al ristorante, di viaggiare e di condurre una vota sociale fuori casa ha portato le persone a riscoprire il piacere di cucinare e di scegliere alimenti notoriamente di valore: Parmigiano, Grana, prosciutto di San Daniele, soppressata toscana, mozzarella ma anche sughi e conserve di pomodoro, olio extravergine d’oliva, aceti, pizze surgelate, polenta, vini, salumi e affettati, pasta, pesto e via dicendo. Da cui il crescente business delle agromafie associate all’italian sounding.

 

I 3 rischi principali associati all’italian sounding

L’agropirateria, rispetto all’italian sounding, opera nella filiera agroalimentare in modi diversi: 

  1. Emula confezioni o riporta etichette ingannevoli in merito a ingredienti, origine e provenienza, immagini, brand e via dicendo
  2. Utilizza ingredienti corretti, ma di provenienza ignota per cui al di fuori dei controlli di conformità con rischi di alterazione e/o contaminazione
  3. Non utilizza alcuni ingredienti importanti rispetto al prodotto originale emulato che o sono assenti o vengono sostituiti con ingredienti meno costosi e di scarsa qualità o salubrità

 

Contraffazione e italian sounding: le differenze

Dal punto di vista giuridico, tra contraffazione e italian sounding ci sono delle differenze sostanziali. Se la contraffazione può essere legalmente impugnabile e sanzionabile, la stessa cosa non vale per i prodotti che emulano l’Italian Sounding. In Italia, la normativa sulle indicazioni geografiche riflette il dettato comunitario e, a seguito dell’approvazione del nuovo codice di proprietà industriale (D.L. 30/2005 e successive modifiche), gli istituti dei DOP/IGP sono divenuti a tutti gli effetti titoli di Proprietà Intellettuale. Ma attenzione: il richiamo alla presunta italianità del prodotto che non trova fondamento nel prodotto stesso in molte altre nazioni è una pratica che non lede alcun diritto di proprietà intellettuale. Negli Stati Uniti, ad esempio, tranne che nei vini e nei liquori, è lecito utilizzare sulle etichette dei prodotti alimentari o nelle descrizioni, indicazioni geografiche tradotte o accompagnate da espressioni sui sistemi di etichettatura quali:

  • genere… 
  • del tipo…
  • stile…
  • imitazione di…
  • secondo la tradizione…
  • secondo la ricetta tipica… 

Imitare i prodotti tricolori autentici attraverso l’utilizzo di diciture, colori, nomi (da qui la definizione di Italian Sounding) ha effetti svianti sugli acquisti del consumatore anche laddove sia indicato il luogo di produzione. Un’altra questione critica riguarda la difficoltà da parte dei titolari di prodotti DOP/IGP all’ottenimento di tutele giuridiche quanto più ampie, previste dalla normativa statunitense, da parte dello USPTO (US Patent & Trademark Office)

 

L’importanza di proteggere i consumatori di tutto il mondo

 

L’italian sounding difficilmente inganna gli italiani che, avvalendosi di una grande offerta di alta qualità, hanno un forte legame di tipo culturale con i produttori locali e una alta attenzione alle informazioni riportate sulle etichette. All’estero, invece, sono moltissimi i consumatori che scelgono in base

a colori, immagini e riferimenti geografici che li inducono ad associare erroneamente il prodotto locale a quello italiano. Sempre prendendo come esempio gli Stati Uniti, il problema non riguarda soltanto le imitazioni evocative dei prodotti italiani ma anche una sostanziale differenza nel catalogare lo stesso prodotto. Prodotti italiani, tutelati come DOP/IGP e noti perché espressione del legame tra tipicità, territorio e processo di lavorazione, negli Stati Uniti sono definiti generic o semi-generic. Inoltre, proprio il non riconoscimento di alcune peculiarità esclusive del prodotto, che ne costituiscono la componente di valore, contribuisce alla diminuzione del valore stesso del prodotto sul mercato. L’ottenimento di un’indicazione geografica presuppone da parte del produttore un investimento economico, il rispetto di un disciplinare di produzione e il controllo di tutto il processo di lavorazione da parte degli organi competenti, a testimonianza della qualità, tipicità e vocazione territoriale del prodotto tutelato. Un caso per tutti sono il parmigiano e il formaggio Asiago (prodotti DOP) che nel Winsconsin sono imitati e commercializzati come Belgioso Parmisan e come Asiago Cheese.

 

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Esempi di italian souding

La lista del Made in Italy tarocco arricchisce ogni giorno le cronache: dal Prosek croato al Reggianito argentino, dal Veneto Salami canadese al Gino Tomato Paste cinese. Come sottolineano gli osservatori, l’Italian sounding riguarda tutti i continenti e colpisce in misura diversa tutti i prodotti, proprio a partire da quelli a Denominazione di origine. Il paradosso è che i principali taroccatori delle specialità tricolori sono i Paesi ricchi, dagli Stati Uniti di Biden alla Russia di Putin, passando dall’Australia fino alla Germania. Il popolo tedesco, infatti, mette nel carrello zottarelle (invece delle mozzarelle), il cambozola (invece del gorgonzola), consumando un prodotto etichettato come Pasta Schuta con salsa Bolognaise che di italiano non ha nulla. 

 

Perché rientrare nella categoria DOP/IGP non basta

Pur avendo l'Italia il maggior numero di sigilli di approvazione dell’Unione Europea su cibi e bevande, a diversi prodotti italiani targati DOP/IGP gli Usa hanno negato il riconoscimento del Certification Mark. La motivazione? Che l’indicazione geografica è considerata nome generico e quindi non tutelabile. Per la legislazione americana, infatti, un’espressione o un segno sono definiti generici quando il loro uso è talmente diffuso da indurre il consumatore a considerarlo come una categoria che comprende tutti i beni o i servizi dello stesso tipo, piuttosto che una designazione di origine geografica. Questo comporta che i produttori italiani di DOP/IGP sul mercato statunitense sono impossibilitati a rivendicare le peculiarità dei propri prodotti rispetto al fake food dall’italian sounding. Ecco perché l’agroalimentare sta introducendo nuovi sistemi di etichettatura capaci di garantire l’autenticità dei prodotti anche ai consumatori finali.

 

Come garantire l’autenticità dei prodotti

A seconda delle funzioni a cui devono assolvere, dalla tipologia di verifica e dalle modalità di utilizzo, le tecnologie anticontraffazione rappresentano un ecosistema diversificato di soluzioni associate a processi di:

  • Identificazione
  • tracciabilità e rintracciabilità
  • antimanomissione
  • antialterazione
  • autenticazione

Rispetto all’italian sounding, dal punto di vista dei consumatori il processo di autenticazione è strategico perché li aiuta a riconoscere immediatamente se il prodotto che stanno comprando è davvero originale. Vericode è una tecnologia che garantisce l’originalità dei prodotti agroalimentari tutelando i brand e i loro clienti dai rischi della falsificazione e della contraffazione. Le informazioni legate alla tracciabilità e messe a sistema a supporto della produzione e della distribuzione possono essere condivise anche sul front end, ovvero con i consumatori finali. Vericode, infatti, come output del processo di tracciabilità genera un QrCode che i clienti possono leggere facilmente utilizzando i loro smartphone o i loro tablet. In tempo reale, si apre una schermata che certifica che il prodotto è originale ed autentico.

 

 

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COMPRO AUTENTICO

Scegliere di comprare solo prodotti autentici significa rispettare il lavoro, la qualità e il proprio denaro.
Ma è sempre così facile riconoscere un prodotto autentico da un prodotto contraffatto? Se il prodotto ha l’etichetta VeriCode, è sicuramente un prodotto autentico. VeriCode, infatti, è un codice alfanumerico che puoi verificare sempre su questo sito, prima di ogni acquisto.

Vendo Autentico

Proteggere i propri prodotti è ancora più importante oggi, in un mercato in cui aumenta la presenza di articoli contraffatti, con una somiglianza con gli originali sempre più sofisticata.

Tutelare prodotti e clienti è facile con VeriCode: un codice numerico che viene associato in modo univoco ad ogni singolo prodotto e che quindi lo segue, dalla produzione fino alla vendita, lungo tutta la filiera di distribuzione.

Cos'è VeriCode?

VeriCode è un sistema di anticontraffazione e tracciabilità studiato per tutelare produttori e consumatori, perché certifica in modo sicuro un articolo autentico, permettendo di distinguerlo da qualsiasi copia non originale.